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Don Carlo De Cardona, il bolscevico bianco che difendeva la classe operaia

Don Cardona

Ricordando don Carlo De Cardona che Cosenza non ha mai dimenticato. Già nel 1966 il Comune gli dedica una strada. In occasione del centenario della nascita è inaugurato un medaglione bronzeo in piazza Parrasio. Il 2021, è l’anno in cui ricorrono i 150 anni dalla nascita del sacerdote. Ma chi era quest’uomo di Chiesa? Carlo nasce a Morano Calabro il 4 maggio 1871 e frequenta l’Università Gregoriana a Roma. Qui si interfaccia con padre Matteo Liberatore, che diffonde l’enciclica sociale Rerum Novarum di Leone XIII. De Cardona dopo essere stato ordinato sacerdote è chiamato a Cosenza dal vescovo mons. Sorgente. In qualità di primo segretario della Curia cosentina, riesce ad organizzare un grande movimento di popolo seguendo le dottrine evangeliche. Don Carlo porta non solo in città, ma in tutta la Calabria una ventata di novità. Costituisce diverse organizzazioni sociali come le scuole serali, cooperative, leghe del lavoro, giornali. E poi, casse rurali, case del popolo, e impianti idroelettrici.

Bronzo don carlo de cardona
Medaglione bronzeo con l’effige del sacerdote che difendeva la classe operaia

Ricordando don Carlo De Cardona. Don Carlo “Bolscevico Bianco” perché?

Per stimolare la coesione tra gli operai in uno dei suoi giornali scriveva : «Operai! Noi siamo divisi l’uno dall’altro e perciò non contiamo niente nella società presente. Siamo ignoranti e perciò incapaci di far valere i nostri diritti di uomini liberi e di cittadini onesti, di fronte alle classi che hanno in mano i capitali e le pubbliche amministrazioni. Operai! Il lavoro delle nostre braccia è, da una parte, il consumo lento dei nostri muscoli, e dall’altra, la fonte precipua della pubblica ricchezza.

Don Carlo Prete

Nei campi dove biondeggia la messe, nei palazzi signorili, nelle sfarzose eleganze del mondo borghese, nelle gigantesche costruzioni nelle potenti macchine, nelle grandiose industrie, nello splendore materiale della civiltà, vi sono i nostri sudori. Vi è parte del sangue nostro: è il nostro lavoro che dà vita alla multiforme e non lussureggiante produzione moderna». Bolscevico bianco cosi è definito per la sua per la totale fedeltà alla Chiesa, ma con una personalità rivoluzionaria votata alla modernità. Mentre la città di Cosenza avrà l’energia elettrica solo nel 1914, don Carlo fa costruire tra i comuni di Rose e San Pietro in Guarano, una centrale idroelettrica nei pressi del fiume Arente. Illuminando quei luoghi già dal 1907.

Le attività decardoniane interrotte dal regime fascista

Le attività decardoniane sono interrotte  dal regime fascista che non vedeva di buon occhio una organizzazione libera come quella voluta dal sacerdote moranese. Dopo la conclusione della dittatura, viene nominato assessore comunale a Cosenza nella prima giunta presieduta dal socialista Francesco Vaccaro. Muore il 10 marzo 1958 nel suo paese d’origine, ospite della casa di suo fratello Nicola. Le sue spoglie dal 2 dicembre 2018 riposano nella Collegiata di Santa Maria Maddalena a Morano Calabro. Il vescovo di Cassano nel 2017 ha ricostituito il Tribunale diocesano per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione dell’insigne prete del Pollino, definito da san Giovanni Paolo II un «gigante di santità».

Collegiata Morano
La Collegiata di Santa Maria Maddalena di Morano Calabro

Iniziative per i 150 anni dalla nascita di Don Carlo De Cardona

Per celebrare questa importante ricorrenza, l’Ufficio pastorale dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano ,in collaborazione con il Centro studi calabresi “Cattolici Socialità Politica”, invita i cattolici cosentini a partecipare  alla celebrazione eucaristica di martedì 4 maggio 2021 alle ore 18 nella cattedrale di Cosenza, subito dopo ci sarà un omaggio floreale al medaglione collocato in piazza Parrasio . Anche nella chiesa di Santa Maria Maddalena di Morano Calabro ci sarà la celebrazione eucaristica, da parte del vescovo di Cassano allo Ionio mons. Francesco Savino. A seguire, “Cosa ci direbbe oggi Don Carlo”, a cura del direttore dell’Ufficio USSI della Diocesi di Cassano, Domenico Graziano. Tante le iniziative programmate che si terranno, Covid permettendo, tra giugno ed agosto. Segnaliamo la mostra bibliografica “Don Carlo De Cardona e i personaggi della Rerum novarum a Cosenza“, curata dalla Biblioteca Nazionale di Cosenza, che sarà consultabile anche attraverso il web.

antica stampa
Antica stampa che raffigura don Carlo De Cardona

Alla scoperta dei luoghi decardoniani

Si potrà inoltre partecipare a due passeggiate. La prima a Cosenza nei luoghi che hanno visto la presenza del sacerdote, come  il quartiere operaio dello Spirito Santo e Cosenza Casali dove nel 1907, viene costruita la palazzina denominata “Casa operaia“. Primo esempio in Calabria di edilizia popolare. La seconda  passeggiata naturalistica si effettuerà sulle rive del fiume Arente tra i Comuni di Rose e San Pietro in Guarano. Qui la Lega del lavoro di De Cardona fece costruire una centralina elettrica che sarà tappa dell’itinerario.

Studi E Ricerche Don De Cardona

Sarà inoltre programmata la visita all’istituto delle Suore minime della beata Elena Aiello che ospitò don Carlo dal 1940 al 1948. Il Centro studi calabresi “Cattolici Socialità Politica“, ha già pubblicato tre quaderni “Studi e ricerche su don Carlo De Cardona e il Movimento Cattolico in Calabria“, curate da Demetrio Guzzardi. I testi saranno presentati nei prossimi giorni ai seminaristi del pontificio seminario teologico regionale “San Pio X” di Catanzaro.

( Foto Demetrio Guzzardi)

Don Carlo De Cardona, il bolscevico bianco che difendeva la classe operaia ultima modifica: 2021-05-01T09:06:33+02:00 da Paola Morano

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