La Domus romana di Roggiano Gravina sul lago dell'Esaro - itCosenza

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ARTE STORIA

La Domus romana di Roggiano Gravina sul lago dell’Esaro

Villa Romana

A pochi chilometri da Cosenza, ubicata in una vallata a metà strada tra il Mar Tirreno e lo Ionio, sorge Villa Larderia in prossimità del lago artificiale dell’Esaro: la Domus romana che duemila anni fa circa, appartenne ad un ricco latifondista. Situata sulla riva sinistra del fiume Occido, a poca distanza dalla confluenza con il fiume Esaro, rimane una delle residenze più importanti della Calabria del periodo romano. Sia per quanto riguarda lo sviluppo planimetrico, che per gli apparati musivi.

Villa Romana Vista Lago
Villa con vista lago

Nella valle dell’Esaro, tra uliveti e ficheti, nelle vicinanze si incontrano altri borghi millenari come Santa Caterina Albanese e San Lorenzo del Vallo, dove il profumo della storia si propaga e si respira a pieni polmoni. Oltre la domus, nella parte occidentale adiacente, sono presenti anche i resti di un complesso termale risalente al II secolo d.C. I frammenti musivi, che ornano la pavimentazione della maggior parte degli ambienti, sono realizzati con tessere bianche e nere. I lacerti musivi, conservano ancora oggi, ciò che era l’apparato musivo dell’epoca quali: figure geometriche, motivi floreali, cruciformi e composizioni a nodo di Salomone.

La villa dopo il crollo dell’Impero Romano

La villa consta di una zona rustica, destinata certamente agli schiavi per la lavorazione delle derrate alimentari e alla conservazione delle stesse, residenza che verrà completamente abbandonata alla fine del IV secolo d.C. Prima dell’insediamento romano però, trovarono dimora gli Enotri, a cui subentrarono i Bretti. Fu proprio sotto il dominio di questi ultimi che la città di Roggiano Gravina, si schierò con Annibale, venendo espugnata nel 204 a.C. dal console Publio Sempronio Tuditano. Iniziò così la presenza romana, che persistette, fino al crollo dell’impero. Ad esso seguirono una lunga catena di domini stranieri: dai Goti ai Longobardi, e poi ancora Bizantini, Saraceni, Normanni, Svevi, Angioini ed infine gli Aragonesi.

La domus presenta due fasi costruttive

La domus patrizia, è datata tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C. mostra diverse fasi di costruzione, che vanno dal primitivo impianto di età augustea, a quello tardo imperiale. Bisognerà aspettare il 1973 per i primi rinvenimenti in zona. E’ soprattutto fra gli anni Ottanta e fine Novanta, che vengono portate alla luce considerevoli strutture murarie. Il settore orientale del complesso, mostra una vera e propria dimora con spazi ben articolati comunicanti tra di loro con a corredo un ampia zona di pavimentazione a tessere. Una piccola struttura colonica, di epoca moderna che se vogliamo disturba il contesto, si trova a ridosso del grande ninfeo ad esedra semicircolare.

Ninfeo Ad Esedra Circolare
Ninfeo

La zona occidentale è occupata da un ampio complesso termale del III secolo. A testimonianza ne rimangono, il frigidarium, sala destinata ai bagni in acqua fredda e tracce di alcune vasche con frammenti di lastre marmoree di rivestimento. Sempre all’interno del complesso termale, suddiviso in nove ambienti, si possono ammirare ricchi mosaici policromi. Alcuni di forma quadrata, riportano anche il nodo di Salomone, uno dei simboli più antichi e potenti che la storia dell’umanità abbia concepito.

Mosaico A Nodo Di Salomone
Mosaico a nodo di Salomone

Le basiliche paleocristiane, di questo, già ne riportavano l’ornata pavimentazione. I due anelli che si intrecciano tra di loro, identificano il significato di salvezza, in quanto unione tra il mondo terreno e quello celeste. Mentre il suo nome alludeva alla proverbiale saggezza del grande sovrano Salomone divenuta leggendaria.

(Foto Wikipedia / Facebook )

La Domus romana di Roggiano Gravina sul lago dell’Esaro ultima modifica: 2021-05-17T06:27:05+02:00 da Giusy De Iacovo

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