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ARTIGIANATO STORIE

Liquirizia Amarelli, l’oro nero di Calabria inserita nella Treccani

Liquirizia Copertina

La liquirizia Amarelli di Rossano, è stata inserita dalla Treccani, in uno dei due volumi “L’impresa italiana”, tra le tante che promuovono il Made in Italy nel mondo. Dalla prestigiosa edizione si evince lo spirito imprenditoriale e la passione di una famiglia che su questo ha costruito la sua cifra, mettendo in luce le risorse di un territorio al quale appartiene. Certamente questo primato ci inorgoglisce. Esso permette alla nostra regione di non essere più identificata soltanto per il peperoncino o la cipolla di Tropea ma anche per l’oro nero di Calabria.

Radici Di Liquirizia
Radici di liquirizia

La liquirizia ha una lunga storia che attraversa epoche diverse, e per questo merita di essere narrata. Infatti notiamo che le sue origini sono tracciabili già in epoca egiziana. Si dice che fossero presenti, radici di liquirizia nella tomba del Faraone Tutankhamon. Questo straordinario prodotto calabrese che oggi ricopre su scala nazionale l’80 per cento della produzione, era già presente nel 2738 a.C. Infatti veniva citato in alcune note della medicina cinese, per le sue qualità organolettiche quali antisettiche, digestive, protettive della mucosa gastrica, diuretiche. La storia di questa eclettica e versatile pianta, dal gusto dolceamaro, proseguì nei secoli fino ai nostri giorni.

liquirizia Amarelli Stabilimento
La fabbrica della liquirizia Amarelli a Rossano

La lunga storia della liquirizia Amarelli

Nel lontano 1500 – come attestano documenti – la famiglia Amarelli intuì l’importanza di questo prodotto relativa alle sue qualità, determinate probabilmente dalle condizioni climatiche favorevoli, in quanto cresce in abbondanza sul litorale ionico. Nel 1715 nacquero molte fabbriche relative alla lavorazione della liquirizia. Ma è nel 1731 che il più importante stabilimento calabrese cominciò la sua produzione, che rimarrà una costante nel tempo fino ai nostri giorni. L’ultimo conflitto bellico, decimò molte di queste fabbriche, ma quella calabrese di Amarelli non conobbe crisi, arrivando oggi all’undicesima generazione. La sapiente intuizione, della famiglia Amarelli diede vita ad un impianto proto-industriale per trasformare in succo le radici della pianta. Nacquero così le liquirizie, nere e brillanti, per adulti e bambini.

Museo G. Amarelli
Il Museo Amarelli

Il Museo Giorgio Amarelli

Oggi per ricreare quell’affascinante storia, la famiglia ha aperto il Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”, unico in Italia nel suo genere. Conquista il “Premio Guggenheim Impresa & Cultura” ed è celebrato da Poste Italiane nel 2004 con l’emissione di un francobollo della serie tematica “Il patrimonio artistico e culturale italiano”. L’interno ospita tutti gli strumenti di lavorazione (macchinari originali dell’epoca) ed estrazione della radice di liquirizia. Essendo un museo non mancano gli spazi adibiti all’esposizione di oggetti, vestiti e manoscritti relativi alla famiglia Amarelli. Sempre all’interno di questa possente e meravigliosa struttura del Settecento, trova spazio l’auditorium.

Museo Liquirizia Francobollo

Esso intitolato ad Alessandro Amarelli, con oltre cento posti a sedere, è un ambiente realizzato per lo svolgimento di eventi culturali. Il vecchio casale appartenuto da sempre alla famiglia Amarelli, si dice che abbia avuto origini molto lontane e il primo esponente accertato storicamente, fu Alessandro, crociato nel 1101. La possente struttura esternamente mostra grossi contrafforti laterali e feritoie, che ne denotano un impianto di carattere difensivo del territorio circostante. Sull’antico tetto del concio invece, svetta il fumaiolo riportante le iniziali del Barone Nicola Amarelli.

(Foto Wikipedia; immagine di copertina pagina Facebook Amarelli fabbrica di liquirizia)

Liquirizia Amarelli, l’oro nero di Calabria inserita nella Treccani ultima modifica: 2021-05-09T08:10:49+02:00 da Giusy De Iacovo

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