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“Sorpresa dell’anno” 2021 è lo chef Antonio Biafora

Biafora Chef Premio

La Guida Identità Golose 2021, ha consegnato questo prestigioso riconoscimento allo chef calabrese Antonio Biafora, scelto insieme alla distilleria Bonaventura Maschio. E’ indubbia l’emozione per un traguardo raggiunto dal giovane chef e dal suo ristorante Hyle, proprio durante i mesi più bui della pandemia. Il ristorante è stato aperto nel 2020 a San Giovanni in Fiore (CS), in località Torre Garga, poco prima che scoppiasse la pandemia da Covid-19. E, seppur allocato all’interno del “Biafora Resort Spa” di proprietà dei genitori dello chef, vive di luce propria.

Premio Sorpresa Dell'anno chef antonio biafora

Istituito dal 2014, il premio nasce per volontà di Bonaventura Maschio, impegnato nel settore della distillazione da cinque generazioni. A sostenere il prestigioso riconoscimento anche la redazione di Guida Identità Golose, con l’intento di valorizzare i talenti della ristorazione. Ovviamente la scelta è orientata sui giovani e comunque su quegli esperti di gastronomia che meglio esprimono il gusto per l’innovazione, mettendo in risalto una forte personalità nell’arte culinaria.

Una storia iniziata poco prima del Covid-19

Ristorante Hyle: una storia iniziata tra settimane di necessaria chiusura, tra paure e sconvolgimenti emotivi generati dalla pandemia mondiale che ha sconvolto il mondo all’improvviso e di cui nessuno sapeva nulla. Spesso dietro un grande successo si celano sacrifici che non tutti riescono ad immaginare. Antonio Biafora è un giovane brillante, classe 1985, che ha fortemente creduto nel suo progetto, ma soprattutto nelle potenzialità del territorio calabrese.

Chef antonio biafora Sorpresa

Egli parte dall’esperienza maturata in seno alla sua famiglia, grandi ristoratori giunti alla terza generazione, che da quasi mezzo secolo propongono l’interessante binomio ristorazione-accoglienza. Lo chef con grandi capacità culinarie, se pur autodidatta, volta pagina, sganciandosi dalla famiglia aprendo il ristorante Hyle, straordinariamente immerso nella natura della Sila.

La cucina di chef Biafora: la narrazione di un territorio

L’alta cucina di Biafora, vuole essere un racconto, che parte dal forte legame con i produttori, con l’occhio sempre attento e rivolto alla qualità dei prodotti usati, alle materie prime. Guarda il suo territorio come protagonista assoluto della sua cucina, avvicinando allevatori ed agricoltori del posto, costruendo così un rapporto economico sociale, abbracciando il tema dell’alta sostenibilità. Nell’altopiano più grande d’Europa, nasce la scommessa di chef Biafora, premiato nella XIV edizione della Guida Identità Golose. Un cultore del gusto alla conquista dei sapori di una bellissima terra tutta da scoprire e rievocare, attraverso un accurato lavoro delle materie prime.

La scelta del nome Hyle

Il forte legame tra il territorio e lo chef, spiega anche la scelta del nome Hyle per il ristorante, che si legge ile, termine coniato da Aristotele per indicare appunto la materia. Una parola usata già al tempo dei greci per designare l’altopiano silano.

I piatti di Antonio Biafora, chef sorpresa dell’anno

La cucina dello chef, è un grande itinerario che spazia tra estetica e gusto, alla ricerca di piatti raffinati, pur sempre attingendo alla tradizione calabrese e di famiglia. Si spazia dalle carni al pesce, con particolare attenzione alle verdure, omaggiando la Sila e i suoi tesori, i viaggi in Oriente, ma nello stesso tempo il ricordo della cucina del nonno.

Biafora E Hyle
Lo chef Antonio Biafora

Appassionato nella scelta delle farine, offre un buon pane fragrante, fatto con il lievito madre, accompagnato da burro con bacche di cipresso o una candela di lardo che sciogliendosi nella bugia, la si può spalmare sul pane. Sono tutti abbinamenti arditi che stupiscono il palato, non abituato ai sapori forti, ma pur sempre bilanciati, rivestendo di nuovo ingredienti antichi.

Antonio Biafora e il suo legame con San Giovanni in Fiore

Il nostro giovane chef calabrese, si fa strada tra la natura incontaminata e sapori antichi a ridosso dei monti della Sila. Una dimora d’altri tempi, interamente realizzata da artigiani della zona, dove il calore del legno che definisce parte della pavimentazione e gli arredi, crea una continuità con l’ambiente esterno. Il locale accogliente è composto da vetrate dalle quali è possibile ammirare il panorama circostante.

Veduta San Giovanni In Fiore
Veduta di San Giovanni in Fiore

La cucina è strutturalmente aperta verso il salone, contiene quatto tavoli ed un bancone dove è possibile gustare gli aperitivi tra cocktail e bollicine, sviluppando quel senso di accoglienza, quasi casalinga. C’è anche una zona relax, ideata con alcune poltroncine, un camino sospeso, e pareti composte da vetrate che si affacciano sul giardino. In tutto questo, non manca di certo il locale cantina, dal quale poter scegliere su 350 etichette. Sono vini prettamente calabresi doc, ma anche specialità arrivate da tutta l’Italia e dal mondo.

(Foto Facebook Ristorante Hyle)

“Sorpresa dell’anno” 2021 è lo chef Antonio Biafora ultima modifica: 2021-03-24T06:38:45+01:00 da Giusy De Iacovo

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