Quando hai capito che volevi fare il portiere e cosa ti piace di più di questo ruolo?
«A dire il vero non c’è mai stato un momento preciso in cui ho deciso di fare il portiere. La mia “carriera” è iniziata giocando insieme ai maschietti: in porta non ci voleva andare quasi nessuno e così finivo sempre io tra i pali. La cosa non mi dispiaceva, anzi. Con il tempo hanno iniziato a cercarmi e a chiamarmi proprio perché serviva un portiere affidabile. La cosa che amo di più di questo ruolo è l’adrenalina dell’uno contro uno. In quel momento sei l’ultima speranza della squadra, è tutto nelle tue mani. Quando riesci a salvare il risultato, la soddisfazione è davvero immensa.»
Qual è stata la parata più bella o più difficile che ricordi di aver fatto finora?
«Non ricordo una sola parata in particolare, ma una delle più importanti è stata sicuramente quella su un calcio di rigore in una situazione di perfetta parità. Tutta la squadra confidava in me per mantenere il risultato. Essere riuscita a parare quel rigore è stata una soddisfazione enorme, non solo per me ma anche per tutte le mie compagne.»
C’è un portiere a cui ti ispiri? Perché?
«Durante la mia breve carriera ho avuto la fortuna di osservare da vicino portieri di alto livello e ognuno mi ha insegnato qualcosa. Se però devo fare un nome, dico Laura Giuliani. Per me rappresenta un vero punto di riferimento nel ruolo e mi ispira per la sua personalità, la sicurezza che trasmette e il livello delle sue prestazioni.»
L’adrenalina dell’uno contro uno: Alessia Carollo e il suo grande amore per il calcio

Come vivi i momenti di pressione durante una partita, soprattutto quando devi salvare il risultato?
«Non è affatto semplice gestire la pressione, soprattutto prima dell’inizio della partita. Poi, però, appena entro in campo succede qualcosa di speciale: esiste solo il pallone e tutto il resto scompare per sessanta minuti. Per restare concentrata mi muovo continuamente, parlo con le mie compagne e cerco di aiutarle a mantenere alta l’attenzione durante tutta la gara.»
Qual è il tuo sogno nel calcio e dove ti immagini tra qualche anno?
«Il mio sogno più grande è arrivare a giocare ai massimi livelli nel calcio a 5 e, magari, indossare un giorno la maglia della Nazionale. Tra qualche anno mi immagino molto più matura in campo, una portiera capace di dare sicurezza alla squadra, guidare la difesa e migliorare sempre di più nel gioco con i piedi, che oggi è fondamentale nel futsal. Essendo una classe 2010 so di avere ancora tantissimo da imparare e tanta strada davanti a me, ma la voglia di crescere e la determinazione non mi mancano.»
Le idee sono chiare e l’entusiasmo è quello delle giovani atlete che inseguono un sogno con impegno e passione. Per Alessia il percorso è appena iniziato, ma la determinazione, la voglia di migliorarsi e l’amore per questo ruolo lasciano già intravedere un futuro ricco di soddisfazioni.
Buona fortuna Alessia
( Foto Alessia Carollo)



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