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Il Centro Roberta Lanzino compie “30 primavere ”

30 Primavere Copertina

Il Centro Roberta Lanzino  compie “ 30 primavere”. Si tratta di un’importantissima realtà impegnata nel sociale dedicata alla giovane che nel 1988, fu stuprata ed uccisa. Roberta Lanzino aveva 19 anni ed era studentessa al primo anno di Scienze economiche. Semplice, pulita, allegra, Roberta era ed è una ragazza a cui non si puoi voler bene.

Il Centro Roberta Lanzino, dedicato alla giovane studentessa

Centro Antivioenza
Centro Roberta Lanzino

Roberta, ha 19 anni quando, nel luglio del 1988, si affaccia alla sua prima estate da studentessa universitaria. Gli esami del primo anno sono finiti, è il momento di rilassarsi al mare con la famiglia, che in parte è già nella casa di villeggiatura a San Lucido, sulla costa calabrese, a poco meno di 50 minuti da Rende (Cosenza), dove i Lanzino vivono. Il 26 luglio mamma Matilde e papà Franco organizzano la partenza per la casa al mare, dove vogliono portare lo scooter del fratello di Robertina, un Piaggio ‘Sì’. Roberta va avanti sulle due ruote e loro la seguono con l’auto senza perderla di vista. Anche perché non si orientava bene con le strade. Alle 16 Roberta fa rifornimento e parte, mamma e papà si attardano a comprare un cocomero per la sera. Fa caldo, un caldo torrido, tipico delle giornate di piena estate, e pur accorgendosi che i genitori sono rimasti indietro continua ad andare, con il vento tra i capelli e la spensieratezza di chi ha ancora una vita davanti a sé.

Roberta Lanzino
Roberta Lanzino

Un destino crudele

La strada che Roberta ha scelto, però, è tortuosa e piena di biforcazioni tutte uguali: così, alla fine, la giovane studentessa si perde durante il tragitto. Intanto, Matilde e Franco arrivano nella loro villetta di San Lucido sicuri di trovarvi la figlia, che avendo avuto diversi minuti di vantaggio doveva essere già lì. E invece lei non c’è. In quella casa Roberta non arriverà mai, perché durante il tragitto viene barbaramente seviziata ed uccisa.  Era il 26 luglio del 1988.

30 primavere, campagna di prevenzione e contrasto alla violenza

Il 27 dicembre del 1988 si costituisce il Centro contro la violenza alle donne Roberta Lanzino, che ormai da 30 anni si batte contro ogni forma di violenza e discriminazione nei confronti delle donne. Tra le tante rappresentanti del Centro, ci sono le delegate Roberta Attanasio e Chiara Gravina, nonché la responsabile della comunicazione Assunta Ferraro, che insieme a Marta Picardi, si sta occupando della campagna “30 primavere.” Donne che si battono a favore di altre donne, quelle più deboli, quelle che sono in difficoltà a causa della violenza che subiscono in casa, per strada, sul lavoro.

Alcuni Membri Del Centro
Alcuni membri del Centro Roberta Lanzino

La campagna, vuole celebrare questo piccolo grande traguardo del Centro antiviolenza “Roberta Lanzino” e delle migliaia di donne, che in questi anni hanno trovato nel Centro la loro “primavera”. La violenza ci riguarda tutti e tutte e per combatterla è necessario un contributo, anche piccolo, da parte di ognuno di noi. Con un semplice gesto si possono aiutare le donne prese di “mira” ad uscire dalla violenza per ricominciare una nuova vita.   

Tra i testimonial, il giovane portiere di calcio Matteo Calderaro

Matteo Calderaro
Matteo Calderaro testimonial della campagna promossa dal Centro Roberta Lanzino

La finalità della campagna è raccogliere fondi da destinare ai bisogni concreti delle vittime di abusi. Un alloggio temporaneo, l’acquisto di beni di prima necessità, le spese mediche per sé e per i propri figli. Tenendo presente che nel periodo del lockdown, si sono acuite le tensioni di coppia all’interno delle pareti domestiche. E le richieste di aiuto da parte delle donne sono raddoppiate, così fanno sapere le delegate Attanasio e Gravina. A sposare la lodevole campagna “30 primavere” è stato anche il giovane portiere di calcio Matteo Calderaro, che ha accolto con entusiasmo e senso di responsabilità la proposta di fare da testimonial a questa iniziativa importante. Molte volte il calcio si abbina a progetti di rilevanza sociale e culturale per la società. Il giovane portiere si è dunque reso “complice”, di un’idea e di un progetto che tutela le donne sicuramente disagiate e in grave difficoltà.

Matteo Calderaro Bianca
Il portiere Matte Calderaro e la maglia bianca ” 30 primavere”

Come si acquista la maglietta

Ricordiamo che la maglietta, può essere acquistata in alcuni esercizi dell’area urbana cosentina, oppure attraverso una donazione su una piattaforma di crowdfunding. Tutte le indicazioni si possono reperire sulla pagina ufficiale del centro Roberta Lanzino.

Un’estate, un cerchietto nei capelli

A distanza di più di trent’anni, chi scrive lo fa con forte emozione, perché i miei ricordi da bambina mi riportano ad un’estate in una casa in riva al mare. Una ragazzina più grande di me, che resta colpita da un mio cerchietto con gli strass tra i miei capelli. La vanità di due giovani che stavano per diventare donne. Ma una delle due è stata vigliaccamente uccisa. Spero che ovunque tu sia, indosserai quel cerchietto luccicante che ti piaceva tanto e che ti regalai in una sera d’estate. Era il mio preferito. Ma io te lo avevo donato con tutto il mio cuore.

Ciao Roberta

( Foto Facebook Centro Roberta Lanzino/ Foto Matteo Calderaro)

Il Centro Roberta Lanzino compie “30 primavere ” ultima modifica: 2020-12-22T06:33:09+01:00 da Daniela Santelli

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