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Il Teatro Alfonso Rendano, il cuore di Cosenza

Teatro Rendano

La storia del Teatro Alfonso Rendano, affonda le sue radici nel Rinascimento, epoca che vide nascere in città le prime opere teatrali e le prime esperienze musicali. Preceduto da tre teatri cosentini, dei quali oggi non è quasi rimasta traccia, esso è situato in piazza XV Marzo. Rappresenta il cuore del centro storico di Cosenza. Unico teatro di tradizione della Calabria.

teatro Rendano Di Notte

La storia della sua costruzione, affonda le radici grazie a Giocchino Murat il quale, con un regio decreto dell’8 giugno 1810, dispose la costruzione di un teatro. Nel 1819 Re Ferdinando di Borbone, sul terreno in cui vi era un’antica chiesa del soppresso ordine dei Gesuiti, dietro decreto dell’intendente Alessandro Mandarino, iniziò i lavori per la costruzione del Teatro Real Ferdinando. Area oggi occupata dal vecchio Liceo “Bernardino Telesio”.

Il teatro Alfonso Rendano e le origini

Nel 1853 venne demolito a causa dei Gesuiti, i quali chiesero al Re, la restituzione dell’area occupata dal teatro. L’edificio in questione, del quale si salvarono il pronao templare con quattro colonne doriche e il frontone in stile neoclassico, restò per anni un rudere.

statua di Telesio davanti al Rendano

Per poi diventare in seguito, la sede del Liceo Classico. Intanto nel 1857, per iniziativa di alcuni privati cittadini, amanti dell’arte, venne costruito di fronte al palazzo della Prefettura, un teatro in legno. Nel settembre del 1860, in onore del generale Garibaldi entrato a Cosenza, nasce il Teatro Garibaldi sulle rovine del teatro Real Ferdinando. Si trattava di un baraccone ligneo progettato dall’ingegnere Miceli.

La grande svolta: il Teatro Comunale o Massimo

Nel 1877 la piazza si allargò e il Comune decise di costruire un vero Teatro Comunale sull’area del baraccone. Un progetto firmato dall’architetto Nicola Zumpano e dall’Ufficio tecnico comunale. I lavori procedettero a fatica e furono sospesi più volte. Fra quelli completati, nel 1895 peculiare risultò il fondale disegnato da Domenico Morelli ed eseguito, nel 1901, da Paolo Vetri. Esso raffigurava le nozze di Luigi III D’Angiò e di Margherita di Savoia, celebrate a Cosenza nel 1433. Inaugurato il 20 novembre 1909 con la rappresentazione dell’ Aida di Giuseppe Verdi, il Teatro Comunale  o Massimo, apre le sue porte alla città, tra polemiche e disapprovazioni. Il tutto causato dal costoso sfarzo della soirée e delle eleganti toilettes delle signore e signorine dell’alta borghesia e dell’aristocrazia cittadina.

Struttura del Teatro Comunale

Il Teatro Comunale presentava una vasta sala con tre ordini di palchi rivestiti in velluto rosso cremisi. La sala aveva belle decorazioni pittoriche ed in stucco, realizzate da Giovanni Diana di Napoli. Sul soffitto, le rappresentazioni allegoriche delle tre arti sceniche: la Musica, la Danza e la Drammatica. Il sipario storico è opera del pittore Domenico Morelli eseguito dal napoletano Paolo Vetri nel 1901. Esso illustra, il festoso arrivo a Cosenza, nel 1433, di Luigi III D’Angio’ Duca di Calabria e della sua giovane sposa Margherita di Savoia.

La nascita del Teatro Alfonso Rendano

Il periodo che va dal 1916 al 1920 non risultò tra i più artistici. L’attività teatrale si ridimensionò notevolmente. Ad aggravare il tutto, lo scoppiò della Prima Guerra Mondiale. Il Massimo, per un periodo temporaneo fu adibito a caserma militare. Purtroppo il teatro cittadino denominato Teatro Massimo o Comunale visse un periodo di attività brevi e ad intermittenza. Ripresero fra il 1920 e 1935 le attività teatrali, dando vita così alla lunga tradizione operistica cosentina. Nel 1937 il teatro fu intitolato al musicista cosentino Alfonso Rendano, compositore e pianista inserito nella tradizione tardo-romantica che si sviluppò tra fine Ottocento e inizi del Novecento. Numerosi cantanti lirici calcarono le scene del Rendano: Gemma Bellincioni, Titta Ruffo, Giacomo Lauri Volpi, Ferruccio Tagliavini, Tito Schipa e tanti altri.

La Grande Guerra ed il Decreto Ministeriale

Purtroppo nel 1943, una bomba destinata al Castello Normanno-Svevo, sede della contraerea, colpisce in pieno il teatro. Essa finisce con il distruggere anche il plafond realizzato da Salfi. Il Teatro oltre ad essere gravemente danneggiato, finisce con l’essere derubato di suppellettili di grande valore.

teatro Rendano all'interno

E’ l’inizio di una forzata inattività che dura circa 23 anni. Tra il 1960-1966 iniziano i lavori di ricostruzione . Infatti il Comune decide di affidare all’architetto partenopeo Ezio Gentile, la progettazione del nuovo Teatro che si ricostruisce in stile neoclassico, ricalcando quasi fedelmente lo schema originario. Impreziosito da stucchi e decorazioni adornanti tutti gli spazi interni. In corrispondenza dell’ultimo piano dell’edificio, si ricava un ampio foyer che è intitolato al Maestro, nonché compositore cosentino, Maurizio Quintieri.

Teatro di tradizione

Il 7 gennaio del 1967 si inaugura nuovamente il Teatro con La Traviata di Verdi. A dirigere l’orchestra è Armando La Rosa Parodi. I protagonisti dell’opera sono Virginia Zeani, Luciano Saldari e Lino Puglisi. Il 16 novembre del 1976 , il Teatro Comunale “A. Rendano”, con decreto ministeriale è riconosciuto Teatro di Tradizione. Riconoscimento dovuto soprattutto alla prestigiosa attività culturale e artistica svolta. In particolare all’impulso relativo alle locali tradizioni artistiche e musicali. Il Rendano è oggi il fulcro delle attività artistiche dell’intera Regione. Conservato nel suo massimo splendore, da sempre, si pone l’obiettivo di soddisfare la richiesta di un pubblico sempre più esigente e numeroso.

(Foto Antonietta Malito)

Il Teatro Alfonso Rendano, il cuore di Cosenza ultima modifica: 2020-03-11T07:32:51+01:00 da Lia Calabria

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