Paola Carelli: Le parole che non ho detto. L’eterno intreccio tra memoria, amore e poesia. Il primo libro di poesie di Paola Carelli, le parole che non ho detto, pubblicato da We Edizioni con la cura dell’editore Nicola Bergamaschi, e la prefazione della scrittrice Daniela Santelli, è un viaggio intimo nella memoria, nei sentimenti e nella forza trascendente della parola scritta. Le poesie dell’autrice si presentano come parole non dette, affidate al silenzio della scrittura e all’intimità della lettura, protette nelle pieghe più profonde del cuore. Leggendone le pagine, emerge immediata la sensibilità della voce poetica dell’autrice, capace di coniugare l’innocenza dei sentimenti con la complessità dei ricordi e delle emozioni. Paola Carelli sembra dialogare con sé stessa e con il lettore attraverso un linguaggio intenso e musicale, dove la scelta dei termini, le assonanze e le consonanze diventano ritmi che accompagnano il pensiero e la memoria. Al centro di questo universo poetico c’è l’amore, descritto come sentimento eterno ma spesso “sbagliato”: un amore che lascia struggenti silenzi di abbandono, ma che continua a vivere sotto forma di nostalgia, assenza e ricordo. Come scrive l’autrice:
“Non chiedermi di non parlare: Sei Tu la mia voce.
Di non amarti: Sei Tu il mio amore.
Di dimenticarti: Sei Tu il mio ricordo più bello.”

Paola Carelli nei suoi versi rende eterno ciò che sfugge al tempo
Accanto ai sentimenti, un ruolo fondamentale è affidato alla natura, che diventa testimone e compagna dello stato d’animo della poetessa. Dai pergolati d’uva ai profumi di agave, caprifoglio, rosmarino e menta, la Carelli riesce a trasformare i paesaggi in metafore del cuore, in scenari in cui la memoria e la poesia si incontrano. La sua scrittura ricorda il panteismo leopardiano, una commozione silenziosa e profonda verso il mondo naturale, partecipe dei moti dell’anima senza mai interferire con essi. Il libro racconta anche la crescita e la maturità dell’autrice: dalle prime esperienze infantili, immortalate con candore e dolcezza, fino alla consapevolezza della vita adulta, della sua fragilità e della paura della morte. Riflette sul tempo che passa, sui ricordi che restano e sulla possibilità che la poesia possa custodire l’essenza dei sentimenti e della memoria. I versi non sono mai isolati: nascono in solitudine, ma cercano un lettore che ne restituisca il valore. È un invito a condividere l’esperienza della scrittura e della lettura, a riconoscere nella poesia la capacità di rendere eterno ciò che, altrimenti, sfugge al tempo:
“Non lasciatemi sola quando il vento porterà messaggi indecifrabili nella polvere del tempo.”
La poesia come strumento di conoscenza e resistenza del cuore
In questo senso, il libro diventa un testamento morale e poetico, un viaggio attraverso l’amore che muore e ritorna, che lega e libera, che incatena e custodisce. Paola Carelli offre ai lettori non solo versi, ma un’esperienza emotiva, capace di far sentire viva la memoria dei sentimenti e l’eco di ciò che è stato amato, per sempre. Confermando la poesia come strumento di conoscenza e resistenza del cuore, un’arte capace di trasformare l’effimero in eterno e di restituire alla vita la sua luce più autentica.
( Foto Paola Carelli)



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