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CHIESE LO SAPEVI CHE

Santa Maria del Patire luogo del cuore FAI più votato in Calabria

Sony Dsc

Il Complesso di Santa Maria del Patire. Era il 6 maggio 2020 quando, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, il Fai – Fondo Ambiente Italiano, dava il via alla decima edizione de I Luoghi del Cuore. Iniziativa promossa in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Luoghi Del Cuore

L’invito rivolto agli italiani era quello di esprimere l’amore per il proprio Paese, in un momento di così grande difficoltà, votando i luoghi a loro più cari. Quelli di cui avevano sentito fortemente la mancanza nei giorni passati, giocoforza chiusi in casa. Praticamente quelli che, grazie all’iniziativa Fai, intendevano tutelare e valorizzare.

Il Complesso di Santa Maria del Patire, il più votato in Calabria

La risposta a questa esortazione è stata davvero eccezionale. I voti raccolti fino al 15 dicembre, giorno di chiusura dell’iniziativa, sono stati 2.353.932. Il miglior risultato di sempre, con oltre 39.500 luoghi, segnalati in 6.504 Comuni d’Italia.

santa maria del patire abbazia
L’antico complesso di Santa Maria del Patire

Il più votato in Calabria con 5471 voti è il Complesso monastico basiliano di Santa Maria del Patire; nella classifica nazionale occupa il 66mo posto. L’abbazia di Santa Maria del Patire è un complesso religioso nel comune di Corigliano-Rossano in provincia di Cosenza, Calabria, fondato nell’XII secolo. Sorge a 610 metri sul livello del mare, attorniato dai rilievi della Sila Greca.

Il Complesso di Santa Maria del Patire nella Sila Greca

E’ un edificio di epoca bizantino-normanna dell’inizio del XII secolo. E’ situata in località Ronconiate, detta anche il “Luogo dei Padri” nel comune di Corigliano Rossano, in una posizione strategica e di grande fascino. Si trova al centro tra le due aree urbane, posta su un pianoro tra la valle del Cino e il vallone degli Aranci.

chiostro santa maria del patire
Il chiostro esterno

L’imponente costruzione è immersa tra i boschi dell’ultimo lembo della Sila Greca, a ridosso dell’oasi naturalistica dei Giganti di Cozzo del Pesco. Possenti castagni secolari a 602 metri di altezza e con affaccio sulla piana di Sibari e quindi sul mare Ionio. Il magnifico monumento, presenta i caratteri dell’arte basiliana con decorazioni a tarsie marmoree policrome.

Una ‘scuola di anime’

Nell’annesso e prestigioso scriptorium, vennero redatti centinaia di manoscritti che permisero la diffusione della cultura religiosa e classica. Molti dei quali, sono custoditi nella Biblioteca Vaticana. L’istituto monastico orientale ebbe una grande fioritura e si trasformò in un centro attivissimo di vita religiosa, culturale economica e di divulgazione del sapere. La Chiesa di Santa Maria del Patire, unitamente al monastero, fu edificata tra il 1100 e il 1105, dal monaco e sacerdote basiliano San Bartolomeo da Simeri. Egli voleva  creare una “scuola di anime” e dare una regola ai tanti monaci eremiti che lo seguivano.

Patir cioè il monastero del Padre

Originariamente dedicato a Santa Maria nuova Odigidria, fu conosciuto con il nome di Patir cioè monastero del Padre. Fondamentale per l’edificazione fu il favore dei normanni che, avendo conquistato con prepotenza il sud Italia e volendo loro imporre il rito latino cercarono di accattivarsi il clero e la popolazione con generose elargizioni a loro favore. Furono proprio i monaci basiliani a trasformare il volto della Calabria, non soltanto dal punto di vista religioso, ma anche culturale ed economico. Con i basiliani la Calabria diventò una vera fucina di civiltà. Fiorirono le arti, le lettere, gli studi filosofici, la patristica, l’innografia e l’agiografia.

L’interno della chiesa

La chiesa è caratterizzata anche dall’antico pavimento a mosaico, solo in parte salvato, risalente al XII secolo, voluto dall’abate Biagio. Esso rappresenta alcune figure di animali reali e mitologici. Nella chiesa si conserva un crocifisso ligneo del Seicento e l’effigie della Madonna del Patire, datata alla fine del XIX secolo. All’esterno, restano le tre imponenti absidi rivolte ad Oriente, in un’ampia spianata che danno il senso della grandiosità dell’edificio.

Interno Chiesa santa maria del Patire
L’interno della chiesa

Ogni abside possiede cinque archeggiature con lesene policrome, ottenute con altrettanti tondi policromi racchiudenti tutti una stella variamente foggiata. A fianco della chiesa, le ampie arcate residue introducono nel chiostro e nei ruderi dell’antico monastero.

La facciata con i due rosoni di Santa Maria del Patire

La facciata, rivolta a settentrione, è stata molto rimaneggiata nel corso dei secoli. Delle antiche tre porte maggiori, oggi ne rimane solo una, quella centrale, molto sobria e rimaneggiata. Le due colonne del portale centrale sono invece molto antiche. La facciata è caratterizzata anche da due rosoni, di cui quello centrale è di origine moderna, mentre sembra molto più antico quello murato al vertice della cuspide.

chiesa santa maria del patire
La chiesa inserita nel complesso monumentale

Le due porte laterali presentano molte decorazioni tipiche delle forme arabesche. Nell’insieme, la chiesa si presenta ancora oggi con architettura compatta, nonostante i continui rimaneggiamenti effettuati nel corso dei secoli, rimanendo ancor oggi una delle più belle architetture dell’arte romanica normanna.

La leggenda narra che…

La leggenda narra che questo luogo di culto, che fu anche importante centro in cui operarono i più importanti copisti e miniaturisti di testi sacri dell’epoca, fu voluto dalla Vergine Maria. Ella apparve a San Bartolomeo da Simeri, eremita fra quelle montagne, e gli chiese di erigere un monastero a lei dedicato. San Bartolomeo obbedì e s’impegnò nella costruzione sotto la guida illuminata della Madre Santa, la quale pretese che quello fosse un luogo esclusivamente di preghiera e di raccoglimento in cui non sarebbero mai dovute entrare le donne, simbolo di tentazione.

San Bartolomeo da simeri
Icona di San Bartolomeo da Simeri

Si dice che lei stessa, Madonna ma comunque di sesso femminile, quando conversava con San Bartolomeo sui lavori del monastero, evitava di varcare i muri perimetrali dell’edificio. Si narra, inoltre, che non appena una donna entrava nell’abbazia, il cielo si scuriva e si scatenava la tempesta d’acqua. Tuoni e fulmini, che cessavano solo nel momento stesso in cui il simbolo della tentazione lasciava il tempio. In questi luoghi, si incontrano e si intrecciano a filo doppio leggende, storia e bellezze naturali. Sono luoghi del cuore!

Santa Maria del Patire luogo del cuore FAI più votato in Calabria ultima modifica: 2021-04-08T07:51:37+02:00 da Daniela Santelli

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