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ARTE STORIA

L’affascinante borgo di Cleto, tesoro di Calabria

Castello Di Cleto

 L’affascinante borgo di Cleto. Nella Valle del Savuto, rinomata per l’ottimo vino, tra tante bellezze e tesori che incantano e affascinano i visitatori, troviamo il suggestivo borgo di Cleto. Un antico agglomerato urbano ai piedi del Monte Sant’Angelo, in provincia di Cosenza. È ancora il verde dei nostri uliveti a fare da cornice al suggestivo borgo che affascina per le sue origini, tra mito e leggenda.

Borgo Cleto Veduta
Una veduta dell’antico borgo

L’ affascinante Borgo di Cleto: la leggenda

Il nome in origine fu Pietramala, dopo l’allontanamento di Goffredo Pietramala, si alternano diversi feudatari. Il nome più importante, è quello della famiglia Giannuzzi Savelli (originari di Aiello e di Cosenza). Questi poi si trasferirono nel napoletano. Il nome attuale, trae origine dalla leggenda. Cleta era la nutrice di Pentasilea, regina delle Amazzoni. Quando Pentasilea muore a Troia per mano di Achille, Cleta viaggia verso l’Asia minore per recuperarne il corpo. Una tempesta in mare la spinge verso le coste calabre, alla foce del Savuto.

Scorcio Di Cleto
Vicoli e antiche case caratterizzano l’agglomerato urbano di Cleto

Qui fonda un regno che porta il suo nome.  In seguito è assediata dalla potenza militare di Crotone. Cleta prima di arrendersi esprime il desiderio di assegnare il nome Cleta, a tutte le regine di quella terra. Da qui la denominazione del borgo di Cleto.  Rispetto ad altri borghi della Calabria, Cleto non è completamente disabitato. Al contrario, tra vecchie case e i vicoli silenziosi, si incontrano i residenti del borgo che sono decisamente poco numerosi ma ben felici di abitare in uno dei luoghi più ameni della nostra regione tra tranquillità e clima mediterraneo.

Cleto, tra vicoli e case dove il tempo si è fermato

Nel visitare Cleto, è d’obbligo la visita alla Chiesa della Consolazione, realizzata nel 1600, secondo lo stile bizantino. Particolare è il pavimento della chiesa, con la raffigurazione del fiore della vita, a mosaico. E ancora, la chiesa di Santa Maria Assunta. Verso la cima del borgo, si mostra la chiesa del Rosario, nota anche come la chiesa Castellense.

Chiesa Del Rosario
La chiesa del Rosario

La salita tra i vicoli e le piazze dell’antico borgo calabrese, culmina nella parte antica, dove s’innalza il Castello di Cleto, tra i più bei castelli della Calabria. Il Castello di Cleto risale al periodo dei Normanni, i quali si stabilirono proprio ai piedi del Monte Sant’Angelo, costruendo poi il castello sulla parte più alta del monte. Le sue possenti mura perimetrali sono ben conservate mentre il portale di pietra è risalente ai lavori di ristrutturazione del XVI secolo.

Le torri merlate

Da evidenziare, le due imponenti torri merlate destinate una alla difesa, l’altra, nella parte inferiore, anche all’alloggio del feudatario.  In questo, tra l’altro fervevano lavori di filatura e di tessitura del lino e del baco da seta. All’interno, un’ampia cisterna in cui raccogliere l’acqua piovana, un’altra vasca coperta forse destinata alle derrate alimentari. E  poi abbiamo “la lupa”, una profonda voragine senza una via d’uscita, all’interno della quale venivano gettati i condannati destinati a morte sicura o per la caduta oppure per fame.

Torre Castello

Sono diverse le iniziative volte a promuovere e a non far dimenticare questa meraviglia di tesoro nascosto. Tra queste il più famoso è il Festival di Cleto nato nel 2011. Esso si programma, nel periodo estivo per tre giorni, quando il numero di turisti è maggiore e il clima più vivibile e favorevole per questo tipo di escursioni. Durante la manifestazione il borgo riprende vita tra le manifestazioni teatrali, le esibizioni artistiche e popolari che si tengono per i suoi vicoli.

Sorridi, or Cleto,

dei verdi tuoi uliveti,

serpeggia lieta

su per le vie del borgo.

Fu un’ancella regina,

nome suo in tante….

Da Pietramala in Cleto

volta ti ha Amore.

( Daniela Ferraro)

L’affascinante borgo di Cleto, tesoro di Calabria ultima modifica: 2021-04-23T07:50:10+02:00 da Daniela Santelli

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