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Diego Armando Maradona, una leggenda made in Sud

Diego Maradona

Diego Armando Maradona, la leggenda del calcio; il mito del football di tutti i tempi inizia a prendere forma quarantadue anni fa in una povera periferia di Buenos Aires. Un ragazzino diciassettenne, riccioluto e magrissimo gioca molto bene al pallone, milita nella squadra dell’Argentinos Juniors. Ha un gran talento e i dirigenti dell’epoca se ne accorgono.

Settimio Aloisio e diego armando maradona
Settimio Aloisio

In quel periodo il presidente della squadra era Settimio Aloisio, un ingegnere calabrese originario di Aiello Calabro (Cosenza) emigrato in terra argentina. Aloisio fiuta il talento del giovane Maradona e lo segnala a Gianni Di Marzio, all’epoca allenatore del Napoli, che era già stato allenatore del Cosenza in serie B e del Catanzaro in serie A. Di Marzio avvia la trattativa: dopo qualche anno il giovane Dieguito arriva in Italia e da quel momento ha inizio la leggenda del Pibe de oro.

Maradona E Di Marzio
Diego Armando Maradona e Gianni Di Marzio

Diego Armando Maradona: dall’Argentina all’Italia grazie ad un calabrese

È il 1978 quando Cesar Luis Menotti, selezionatore della nazionale argentina che poi vincerà il titolo mondiale trionfando in casa, viene letteralmente affascinato da un giovanissimo calciatore. Il 17nne è Diego Armando Maradona, al suo secondo anno da professionista con la maglia dell’Argentinos Juniors

Squadra Argentina
La squadra argentina che vinse il Mondiale di calcio nel 1978

Menotti lo inserisce nella lista dei quaranta preconvocati per il Mondiale, ma non lo manda in campo. Quindi Maradona, perde l’occasione di diventare campione del mondo, già a 17 anni. Il Mondiale richiama in Argentina i tecnici e gli esperti di football di tutto il mondo, tra questi c’è anche Gianni Di Marzio allenatore del Napoli. L’ex coach della squadra partenopea racconta ancora la fantastica avventura vissuta in terra argentina.

L’ingaggio e la nascita del campione dei campioni

Di Marzio viene contattato da Settimio Aloisio che gli segnala il giovane talento calcistico. Lo vede giocare in una partitella amichevole e ne resta incantato. Di Marzio lo vuole subito e concorda anche l’ingaggio pari a 220.000 dollari, 300 milioni di lire dell’epoca.

diego armando Maradona E Ferlaino
Il presidente del Napoli Corrado Ferlaino col Pibe de oro

Ma l’allora presidente del Napoli Corrado Ferlaino, in un primo momento non si dice convinto del talento di Maradona, a suo dire ancora troppo giovane.  Il calciatore inizierà la sua carriera nella città partenopea sei anni dopo, nel 1984; la dirigenza della squadra lo acquista per 13,5 miliardi di lire. Ferlaino sarà uno dei suoi più strenui sostenitori.

Diego Armando Maradona, l’ultimo re di Napoli

Al suo arrivo a Napoli la società partenopea organizza un saluto col pubblico il 5 luglio 1984: è l’apoteosi. Quel giorno, allo stadio San Paolo a Fuorigrotta, 60 mila tifosi pagano 3 mila lire a testa per veder allenarsi quello che sarebbe diventato il più grande calciatore di tutti i tempi.

Maradona Coppa Uefa
Maradona con la Coppa Uefa vinta con la squadra partenopea nel 1989

Col Napoli Maradona vincerà due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa Uefa. Lo stesso campione ripeterà più volte che il successo più grande che ha segnato per sempre la sua vita è rappresentato dai sei anni di vita vissuti all’ombra del Vesuvio.

La consacrazione del mito

Da qualche ora Maradona riposa nella cappella di famiglia accanto al padre Diego e alla madre Tota. Il suo cuore si è fermato il 25 novembre e la notizia ha avuto subito un’eco planetaria, suscitando grande emozione e commozione da un capo all’altro del pianeta. La camera ardente, allestita nella residenza presidenziale della Casa Rosada, ha visto migliaia e migliaia di persone rendergli omaggio. Un pellegrinaggio laico che idealmente, ancora una volta ha abbracciato l’Argentina e la città di Napoli. Nel capoluogo partenopeo migliaia di tifosi sono scesi in piazza per rendere omaggio alla memoria dell’ idolo del calcio, idolatrato come un dio. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris ha annunciato perfino che il San Paolo verrà intitolato proprio a Diego Armando Maradona.

Stadio San Paolo
Lo stadio San Paolo sarà intitolato a Diego Armando Maradona

El Pibe de oro, nella vita privata non è stato integerrimo; la sua esistenza è stata segnata da grandi eccessi e da momenti estremi di sregolatezza. Ma chi lo ama lo ha perdonato e continua a perdonargli tutto. Nel mondo del mito non c’è posto per la fragilità e la debolezza umana ma solo per le imprese grandiose. E nei campi di calcio, di prodezze, Dieguito Maradona ne ha fatte veramente tante. Il mito ormai è sull’Olimpo, lì dove stanno gli dei: tra quelli che hanno lasciato un segno indelebile nella storia degli umani.



Diego Armando Maradona, una leggenda made in Sud ultima modifica: 2020-11-27T08:48:23+01:00 da Maria Scaramuzzino

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