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Il buco, il film girato in Calabria concorre per il Leone d’Oro a Venezia

Il Buco

Per la prima volta una pellicola girata interamente in Calabria, dal titolo Il buco concorre per il Leone d’Oro a Venezia per la regia di Michelangelo Frammartino. La pellicola è in lizza tra i cinque film italiani in gara alla Mostra del cinema. L’incanto della bellezza naturalistica calabrese si fa strada, ed approda nella città della Serenissima.

Regista Michelangelo Frammartino
Il regista Michelangelo Frammartino

Il film, nasce grazie al genio di uno dei registi più talentuosi del panorama nazionale, attenzionato oggi anche dalla critica internazionale: Michelangelo Frammartino è figlio di emigrati calabresi a Milano. Le scene sono ambientate nell’abisso del Bifurto a 700 metri sull’altopiano del Pollino, nella grotta carsica più profonda d’Europa, grande protagonista del film. Narra la storia autentica e vera come le bellezze naturali ed incontaminate del nostro territorio. Un vero e proprio fiore all’occhiello per la Calabria Film Commission. Il buco è un film che valorizza quelli che sono i borghi dell’Alto Jonio cosentino. Tesori di inestimabile bellezza, incastonati sui monti del Pollino come San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara di Calabria, Alessandria del Carretto.

La trama del film Il buco

Ambientato negli anni Sessanta, in pieno boom economico. Nel lontano 1961, un gruppo di 12 speleologi piemontesi, dopo aver girato il Nord in lungo e in largo, parte alla conquista dell’immenso patrimonio del sottosuolo meridionale. Sono alla ricerca di nuove grotte da esplorare, sconosciute all’occhio umano, si muove così l’impresa ardua di giovani speleologi, venuti dal Nord con l’intento di immergersi nelle viscere dell’altopiano calabrese, per calarsi nel buio di una terra incontaminata. Ignari scopriranno poi che si tratta della seconda grotta più profonda del mondo, l’Abisso di Bifurto, nel comune di Cerchiara di Calabria, al confine con San Lorenzo Bellizzi.

Nel Bifurto, per girare il film Il Buco
L’inghiottitoio del Bifurto

Nel racconto il film, oltre a voler mostrare le bellezze di una terra incontaminata, tende anche a voler sottolineare il divario già esistente all’epoca tra Nord e Sud. Infatti, mentre al Nord nasceva il grattacielo della Pirelli il più alto d’Europa, nella Milano da bere; al Sud un nutrito gruppo di speleologi dopo aver esplorato gran parte delle cavità del Nord, cambia rotta e parte per il Meridione. Terra meravigliosamente incontaminata, ma già angosciata all’epoca da mille problemi, uno fra tutti, l’esodo della popolazione verso il Nord. Appetibile controtendenza da narrare, in un film girato per la prima volta al buio, in un inghiottitoio molto profondo.

Il richiamo della propria terra

Il regista Michelangelo Frammartino essendo di origine calabrese e parimenti il suo aiuto regista Angelo Urbano di Albidona, ha in un certo senso avvertito il forte richiamo della propria terra. Il soggetto che lo ha ispirato è stato il richiamo alla bellezza della sua regione e poi una storia originale realmente accaduta. Questo film per il regista, rappresenta un fuori campo assoluto dove regna eterna la notte, quindi l’invisibile. Un concetto non facile da esprimere attraverso una macchina da presa.

Il Pollino
Il Pollino

Il buco ovvero l’abisso del Bifurto nel Parco del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino, abbonda di grotte di origine carsica. Inizialmente queste dimore furono necessarie ai primi abitanti del paese. Successivamente si insediarono i monaci basiliani intorno al IX secolo, in ultimo furono nascondiglio di pastori e briganti. Cerchiara di Calabria offre questa profonda voragine detta ” Fossa del Lupo” o meglio conosciuta come l’Abisso del Bifurto, in cui sono state girate le riprese del film Il buco. Trattasi di un profondissimo inghiottitoio, che scende per circa 700 metri nelle viscere della terra, conferendogli per la profondità, il 40esimo posto al mondo. Secondo gli speleologi, rimane la cavità più impegnativa di tutto il Sud.

La Mostra Internazionale del Cinema a Venezia

Il Leone Doro
Il Leone d’Oro

La manifestazione cinematografica di Venezia, dopo l’Oscar è la più antica al mondo. La prima edizione si tenne sulla terrazza dell’Hotel Excelsor nel 1932, successivamente sempre nel Palazzo del Cinema a Venezia Lido, sul lungomare Marconi. Il primo film Leone d’oro della storia, fu assegnato a “L’uomo del Sud” nel 1946, del regista Jean Renoir, figlio del grande pittore impressionista francese. L’ambitissimo premio il Leone d’Oro, rimane simbolo e orgoglio della Serenissima (il Leone di San Marco), portando la Mostra Cinematografica oggi alla sua 78ma edizione. Aspettando con grande trepidazione l’esito del concorso, non possiamo che fare un grosso in bocca al lupo al nostro regista calabrese Michelangelo Frammartino.

(Foto pagina Facebook Frammartino)

Il buco, il film girato in Calabria concorre per il Leone d’Oro a Venezia ultima modifica: 2021-08-10T08:14:31+02:00 da Giusy De Iacovo

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Julieta B. Mollo

Ottimo!

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