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MEMORIA STORIA

Castiglione di Paludi, la misteriosa città dei Brettii

Paludi Copertina

Castiglione di Paludi. Il nome del piccolo paese delle propaggini orientali della Sila Greca, Paludi, situato nei pressi di Rossano, è indicato sin dal periodo bizantino come zona di antichità. Sulla fascia collinare pedemontana del centro agricolo, alla sinistra della Valle del Trionto, l’antico Traens, in contrada Castiglione, possiamo visitare il Parco archeologico regionale di una misteriosa città bruzia ellenizzata del IV secolo a.C. Per alcuni studiosi la Temesa Jonica, per altri la Quarta Sybaris. Nel parco restano in bella mostra edifici d’incerta destinazione. Con colonne doriche e capitelli, quello che rimane del complesso teatrale del periodo ellenistico (IV secolo a. C.) ed altre imponenti reliquie archeologiche, in parte già note alla popolazione locale, e in parte scoperte dal 1946. Tra i reperti recuperati a Castiglione, di notevole importanza è l’iscrizione frammentaria greca, contenente la prima menzione scritta della Sybaris achea. 

Ingresso castiglione di paludi
Ingresso della cinta urbica monumentale

Castiglione di Paludi, la colonizzazione greca

I greci d’Occidente, respingono verso l’interno le popolazioni bruzie. Occupano saldamente e colonizzano la Lunga terra, senza mai allontanarsi dalle coste. Sono «un pugno di uomini, cadetti di grandi famiglie, gente senza terra o esuli politici; un capo che consulta l’oracolo; qualche imbarcazione, una lenta e prudente navigazione a vista lungo le coste; la scelta e la consacrazione del sito, la lottizzazione del terreno e la fondazione di una nuova città; i rapporti difficili con gli indigeni dell’entroterra. E per alcune di tali città – Sybaris, Kroton, Lokroi Epizephyrioi, Rhegion – una fortuna prodigiosa, ai confini del mondo ellenico». Innalzano templi e migliorano la qualità della vita nella regione bruzia. L’alimentazione della popolazione, grazie all’apporto della civiltà ellenica, che caratterizza la vita sociale, raggiunge livelli significativi.

castiglione di Paludi
Paludi

Sibarys: la città più florida del mondo greco, centro principale dei commerci con le popolazioni italiche

La città antichissima, che domina la parte settentrionale del Bruzio, è situata in una fertile valle tra i fiumi Crati e Sibari (Coscile); produce frumento, olio, vino e altri prodotti in quantità tali da poter essere esportati dalla vasta rete commerciale di cui Sibarys è l’anello di congiunzione. Nell’accrescimento di tante ricchezze, nel godimento di tanti vantaggi, non curando più che i loro materiali interessi, le colonie elleniche «dimenticano la madre patria e s’accendono di violenta gelosia le une contro le altre».

Sybaris
Sybaris

Magna Grecia teatro di lotte sanguinose

E così che la Magna Grecia diviene teatro di lotte sanguinose fra le città limitrofe, e le più deboli sono distrutte dalle più forti, come Sibarys viene annientata da Kroton. I sibariti dispersi, tentano di far risorgere la loro città, ma ne sono ostinatamente impediti dai loro antichi nemici. Così, quando, circa cinquanta anni dopo, i superstiti si uniscono ai coloni ateniesi mandati in Italia da Pericle, vengono in discordia anche con questi e finiscono con l’essere trucidati o cacciati; e probabilmente parte della popolazione sibarita si trasferisce proprio a Castiglione di Paludi.

Castiglione di Paludi e i Brettii

Emerge nella Lunga terra bruzia un nuovo popolo composto da più genti: invasori italici di stirpe sabellica, affini ai lucani; enotri, pastori e boscaioli dell’aspra regione silana, meno accessibile all’influenza greca delle città italiote e perciò rimasta in una fase poco progredita di cultura; elementi illirici penetrati dalla Iapigia, che intorno alla metà del secolo IV costituiscono una confederazione indipendente, quella dei Brettii, con capitale Consentia. È commistione di usi e culture tra i greci e l’ethnos italico, con i Brettii ,che si adattano alle forme di vita sociale e politica dei greci. E’ il caso della città di Castiglione di Paludi, situata poco più a sud di Sibari. Qui, rimangono intatte e si possono visitare le vestigia di un tardo stanziamento etnico indigeno del IV-III secolo a.C.

Il Parco archeologico

Numerose le campagne di scavo che hanno portato alla luce gli avanzi di una cinta muraria di un centro del IV secolo a.C. da identificarsi con la quarta Sibari, cioè la Sibari sul Traente. La ben conservata cinta difensiva in blocchi megalitici, rettangolari, in arenaria, una delle più imponenti delle Calabrie, è munita di un monumentale ingresso, di possenti torri circolari, con ampio vestibolo, e di porte strategicamente apprestate (porta orientale e porta interna). Della città ellenizzata, sovrapposta ad un insediamento protostorico indigeno ben più antico di quattro secoli, le campagne di scavo della seconda parte del secolo scorso, hanno rivelato l’intero circuito e provveduto ad un parziale restauro.

Il teatro greco

Il Teatro
Il teatro

All’interno del Parco archeologico, non distante dall’ingresso, sono visibili i ruderi del teatro semicircolare, parzialmente intagliato nella roccia, e di strutture rettangolari di incerta identificazione. La frequentazione di Castiglione di Paludi, notevole nell’età del ferro, si riduce nel VI secolo a.C., aumenta dal V a.C. fino all’arrivo dei legionari dell’Urbe. Le città italiote del Bruzio, agitate da contese sono assalite, e poi distrutte. Assoggettate, da un’altra potenza, che sorge contemporaneamente in Italia, più forte di loro. All’epoca della seconda guerra punica, colonie greche indipendenti in Italia non ne esistono più.

( Foto Stefano Vecchione)

Castiglione di Paludi, la misteriosa città dei Brettii ultima modifica: 2021-03-10T08:19:00+01:00 da Stefano Vecchione

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