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LO SAPEVI CHE MITI E LEGGENDE

La mimosa, la leggenda del fiore simbolo della primavera

Mimosa Copertina

Quando finisce l’inverno, al tepore del primo timido sole, gli alberi di mimosa sono tra le prime piante ad annunciare l’arrivo della primavera. Il giallo oro che evoca il colore del sole e il profumo intenso e inconfondibile, di un fiore diventato oramai da tempo simbolo della donna. Luogo di origine della mimosa è la Tasmania da dove venne importata in Europa solo agli inizi del 1800. È caratterizzata da foglie color verde argenteo disposte in 8-20 paia di pinnule perpendicolari al rametto e composte, a loro volta, da altrettante paia di foglioline più piccole e perpendicolari alla nervatura principale. I fiori, profumati capolini globosi dalla forma sferica, mostrano un colore giallo intenso e si sviluppano in corrispondenza della base della foglia.

Mimosa Rametto
Ramo di mimosa

La mimosa origine del nome

Il nome “mimosa” deriva dalla radice spagnola “mimar”, accarezzare; verbo che si accosterebbe alla sensibilità e alla delicatezza proprie dell’universo femminile. La mimosa appartiene alla famiglia delle acacie, ovvero all’acacia dealbata (gialla). Avrebbe pertanto già nel nome il vero significato: dal greco a-cacha ovvero senza negatività, candore. In pratica “un candore non bianco”. Simbolo quindi di forza e femminilità, resistenza e delicatezza. Ma a questo profumato e colorato fiore è legata anche una leggenda.

La leggenda

Si narra infatti, che su un’isola, non meglio localizzata, chiamata Rainhor, vivesse un popolo la cui particolarità era il biondo oro dei capelli. Durante una delle tante incursioni da parte delle tribù nemiche venne rapita, insieme ad altre fanciulle, Mihm, la figlia del capo villaggio. Mihm, ragazza forte, coraggiosa e tenace non volle arrendersi al proprio destino e, incurante dei pericoli cui sarebbe andata incontro, raggiunse e percorse lo stretto cunicolo che della grotta ove era rinchiusa insieme alle altre fanciulle, portava all’unico pertugio sfociante su una collina, dal quale entrava l’aria. Mihm spinse fuori la testa ma nonostante le molte persone intenti a cercarla nessuno riusciva a vederla.

Donna Profilo la mimosa

Spinse ancora di più la testa verso l’esterno e sciolse al vento i suoi lunghi capelli biondo dorato che, riflettendo alla luce del sole, attirarono l’attenzione degli uomini. Grazie al coraggio di Mihm tutte le ragazze vennero liberate, mentre lei morì soffocata. Quando il suo promesso sposo giunse sulla collina ove ricadeva l’apertura del cunicolo, al posto della ragazza trovò un albero dalle radici forti e profonde le cui chiome dai rami color oro ondeggiavano al vento. Era nato l’albero delle mimose.

Aneddoti sulla mimosa

La mimosa quindi pur essendo, al pari di una donna, un fiore apparentemente fragile e delicato è in realtà in grado di resistere e combattere. Ci sono anche alcuni aneddoti sul fiore della mimosa. In Inghilterra la mimosa è sinonimo di libertà e autonomia. Le ragazze inglesi erano solite impreziosire l’abbigliamento con ramoscelli di mimosa quale simbolo di eleganza e dignità. Gli indiani d’America regalavano un mazzo di mimose per dichiararsi alle ragazze delle quali erano innamorati. Gli aborigeni australiani la consideravano una pianta medicinale e ancora oggi, è utilizzata sotto forma di decotti per curare nausea, dissenteria e malattie veneree. Le giraffe sono ghiotte delle foglie di mimosa arrivando a mangiarne oltre 60 chili al giorno. Un segreto per farla durare qualche giorno in più una volta recisa: occorre tanta luce ed è necessario aggiungere all’acqua del vaso, due/tre gocce di succo di limone. Anche in cucina ricordiamo la famosa torta mimosa a base di pan di spagna e crema pasticcera.

Torta Mimosa
La torta mimosa

“Andavo a San Jeronimo verso il porto quasi addormentato quando dall’inverno una montagna di luce gialla, una torre fiorita spuntò sulla strada e tutto si riempì di profumo. Era una mimosa”.

( Mimosa, Pablo Neruda)

(Foto da Google)

La mimosa, la leggenda del fiore simbolo della primavera ultima modifica: 2021-03-14T06:57:30+01:00 da Daniela Santelli

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