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PAESAGGI STORIA

Marine di greci e saraceni: Calabria terra di boschi e litorali

Copertina Greci

Marine di greci e saraceni. La Calabria è terra di mare e di boschi con i suoi settecentocinquanta chilometri di meravigliose spiagge dalla sabbia d’oro. Tante calette raggiungibili solo via mare. Golfi, insenature, faraglioni, baie e alte scogliere, che si aprono alle pendici di maestose montagne. Da una sponda all’altra del Mediterraneo, arditi navigatori partono, portando con sé gli dei della città di origine. Vanno alla ricerca di nuove terre dove fondare colonie, nelle quali si innalzano templi (Fernand Braudel).

marine di greci e saraceni
Crotone, promontorio di Hera Lacinia (Parco archeologico nazionale di Capo Colonna)

E tra le spiagge deserte, bianche di sole e di sale delle città antichissime dei greci d’Occidente di Kroton – Croton (Crotone), Lokrói Epizephyrioi, Locri Epizephyrii (Parco archeologico nazionale di Locri), Rhegion  Regio – Rhegium (Reggio Calabria). E Sybaris, Turus – Thurii (Parco archeologico nazionale di Sibari), fanciulle invisibili sorelle di Nausicaa, corrono sul frangente marino (Leonida Repaci).

Marine di greci e saraceni

Sulle stesse spiagge approdano sottili galee saracene e legni turchi e barbareschi, che inalberano prima le verdi bandiere del Profeta e poi i rossi vessilli con la mezzaluna. Così il Mediterraneo diventa il lago musulmano descritto da Henry Pirenne. A causa di ciò, le popolazioni calabresi per sfuggire all’insicurezza delle coste lasciano le marine, costrette alla solitudine dei crinali più impervi e tormentati delle montagne.

Teatro marine di greci e sareceni
Teatro greco-romano di Locri Epizephyrii (Parco archeologico nazionale di Locri)

Dominate dal volo maestoso dell’aquila reale. In cima alle colline, intorno ai piccoli monasteri italo-greci, alle preesistenti fortificazioni, si formano nuovi villaggi che privilegiano l’acqua e il sole, le vie di terra o di mare. A volte la presenza nelle vicinanze di un approdo.

Antichi borghi tra acropoli, teatri e castelli

Abbandonate le pietre corrucciate di acropoli e teatri, reliquie di quelle grandiose città antichissime, prima greche e poi romane delle pianure costiere, i bruzi elevano torri e castelli tra mare e cielo. A prudente distanza dal mare i loro borghi arroccati. Nella matrice medievale di questi piccoli paesi l’antica casa del feudatario, quella su cui si fonda il prestigio sociale, dove il ricco feudatario trascorre la maggior parte dell’anno e vi risiede in tutti i tempi morti di cui è inframmezzato il lavoro dei campi (Fernand Braudel).

Il passato difficile delle Calabrie

Le attigue chiese dedicate a Maria, una di rito latino e l’altra della spiritualità Orientale, gli altri palazzotti che si alternano a piccole case basse, riescono a ben rappresentare il passato difficile delle Calabrie. Quando la gente si agitava e soffriva vicino alla dimora del feudatario, nella quale si trovava tutta la ricchezza, tutto il bene e tutto il male del paese. (Corrado Alvaro).

Amantea
Amantea

Marine di greci e saraceni, speroni rocciosi a picco sul mare

Sullo sfondo di una natura selvaggia, sotto i tetti a molteplici spioventi di queste case, la vita è scandita dall’avvicendarsi delle stagioni e del tempo. Tra viuzze e piazzette che hanno una loro dignità ed una loro nascosta bellezza (Giuseppe Berto). Ci vengono in mente Amantea, Cariati, Cetraro, Crotone, Fiumefreddo, Isola Capo Rizzuto, Nicotera, Pizzo. Senza dimenticare Rossano, San Lucido, Scilla, Palmi, Tropea, sono elevate su speroni rocciosi. Infine, ricordiamo i borghi fortificati di Belcastro, Cassano, Gerace, Nicastro, Reggio, Squillace, Strongoli, Vibo Valentia.

( Foto Stefano Vecchione)

Marine di greci e saraceni: Calabria terra di boschi e litorali ultima modifica: 2021-03-31T07:13:34+02:00 da Stefano Vecchione

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